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Castelli (TE)

Castelli è sulle pendici del Monte Camicia,  all'interno del Parco Nazionale del Gran Sasso. Si presenta arroccato su un rilievo roccioso, sostenuto in parte da grandi e visibili arcate, con tre lati a strapiombo, così da rendere l'area ideale per la costruzione di fortificazioni difensive, come tradisce il nome stesso del borgo. La presenza umana qui risale fin dall'epoca italica, tuttavia abbiamo notizie dell'abitato a partire dall'Alto Medioevo, quando divenne prima terra benedettina, sotto il controllo di S. Vincenzo al Volturno, poi dominio feudale dei conti di Pagliara. In seguito seguì le sorti della Valle Siciliana, passando dagli Orsini agli Alarcòn y Mendoza nel XVI secolo.

Il paese è celebre anche fuori dai confini dell'Italia per le tecniche della lavorazione della ceramica che hanno tradizioni antichissime. L'arte della ceramica castellane, divenuta famosa già a partire dal '500, si fa infatti risalire già al secolo XII ad opera dei monaci benedettini, ma vi è anche qualcuno che pone le sue origini in epoca romana, se non addirittura etrusca. Da allora la cittadina è stata sempre in prima linea nel settore delle ceramiche e maioliche, tant'è che i suoi prodotti sono esportati n tutto il globo: esemplari di arte locale si trovano nei musei più prestigiosi d'Europa e del mondo, come il Louvre di Parigi e l'Hermitage di S. Pietroburgo. Castelli continua nel solco della sua tradizione, portando avanti un'industria fiorente ed unica, come testimoniano le numerose botteghe a conduzione familiare che ancora oggi sono attive nel centro, ed anche l'importante Istituto Statale d'Arte, intitolato al grande artista castellano Federico Grue.

Il centro di Castelli è arricchito inoltre dalla chiesa di S. Giovanni Battista, risalente agli inizi del XVI secolo, che conserva all'interno varie opere di pregio, tra cui si segnala la pala d'altare destra, in mattonelle di ceramica, raffigurante la transazione della S. Casa a Loreto, opera del Grue. La decorazione  a mattonelle, tipica di Castelli, si ritrova anche nel meraviglioso soffitto a maioliche della chiesa di S. Donato, che costituisce un unicum dell'arte religiosa, espressione di devozione e tecnica resi possibili solo dalla partecipazione collettiva degli artigiani castellani, durante il XVI secolo.

 

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